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ALIMENTAZIONE CIVICA IN FRANCIA

LO SVILUPPO DEI CONTRATTI LOCALI CONSUMATORI-PRODUTTORI AMAP* NELLA REGIONE AQUITANIA

* AMAP: Associazione per la salvaguardia d'un' agricultura locale sostenibile

UNA PROPOSTA PER LA RIAPPROPRIAZIONE DEL SISTEMA ALIMENTARE

LOCALE IN AQUITANIA 

Per la transparenza e l'equità dell' alimentazione e per dar vita a un modello

di sviluppo sostenibile a livello locale

Una communità locale: communi,cittadini, produttori,imprese,strutture educative e sociali dovrebbe porre al centro della sua azione , direttamente o indirettamente, l'interesse del cittadino in quanto essere umano, perseguire il suo benessere e il miglioramento della sua qualità di vita.

Per questo, deve impegnarsi a catalizzare l'incontro di alcune componenti umane e produttive già presenti ma non sufficientemente in communicazione tra loro, intorno ad un progetto che vulole diffondere, su una larga fascia di popolazione, benefici relativi a :

  • Rispetto dell'ambiente

  • Valorizzazione delle risorse agricole locali e del potenziale occupazionale

  • Crescita cuturale ed indirizzo ad un consumo etico e consapevole

  • Tutela del diritto alla sicurezza alimentare ed a una nutrizione bilanciata e biodiversa del cittadino 

Impercettabilmente, le indicazioni dell'industria agri-alimentare hanno progressivamente fatto scomparire produzioni di tradizione dai nostri piatti, sostituendole con altre generiche , non identifacabili su un preciso territorio o legate ad una determinata stagione.

L'effetto del consumerismo e della mondializzazione con l'offerta di alcuni prodotti 12 mesi su 12 ha allontanato il fattore stagionalità della nostra alimentazione : la società ha perso il contatto con il settore agricolo e di consequenza con le naturali condizioni nell'ambito delle quali si ottiene la produzione agricola. Per molti, no è più ovvio che la produzione alimentare è stagionale e diepende dal clima, dalla fertilità del terreno, dalla disponibilità di acqua oppure dai cicli della vita animale.

Si tratta, oltre, che di un impoveramento alimentare, di un furto culturale, che cela incidie quali l'introduzione di cultivar OGM.

Il produttore agricolo e il consumatore finale hanno perso, negli ultimi 3-4 decenni, il contatto diretto, dovendosi rapportare con figure intermedie subordinate spesso alla esigenze economiche dell industria alimentare.

Da quanto detto sino ad ora, emerge una contrapropposizione tra consumatori e produttori :

  • l'affermazione nel corso degli anni di una agricoltura disinvolta nello sfruttamento ambientale, che non ha saputo affrontare il problema della salubrità dell'alimentazione con il rispetto e la sensibilità necessari da un lato e l'esposizione del consumatore alle consequenze di tali comportamenti dall"altro.

  • I recenti allarmi legati al caso BSE , alla diffusione OGM, all'immissione di produzioni non garantite provenienti dall'estero, i risultati dei controlli sulla qualità delle mense, hanno ingenerato nel consumatore un sentimento di sfiducia nei confronti del produttore agricolo.

  • Un datto per tutti : attualmente le fasce più povere sono quelle mediamente più soggette all'obesità ed alle patologie cardiovascolari. Paradossalmente, rispetto al passato, si è ribaltata la situazione: le classi meno abbienti sono passate ad una alimentazione ricca di proteine e grassi mentre la parte sociale più abbiente si sta impossessando di abitudini alimentari di retaggio contadino. 

In sintesi, il consumatore avverte, anche se ancora in maniera confusa, il proprio diritto ad accedere ad una alimentazione corretta ed a prezzi equi, in contrapposizione agli interessi economici del produttore e delle figure intermedie, ma non dispone ancora di sufficienti strumenti di tutela.

La necessità di un patto alimentare

Per migliorare la qualità dei cibi sulle nostre tavole occorre instaurare una relazione diretta e di fiducia tra consumatore e produttore agricolo fondata sul rispetto dell'ambiente e della salute individuale

Attualmente,c'è una correzione di rotta da parte della legislazione europea nell'incentivare le produzioni di qualità, ma l'unico serio orientatore della produzione puo essere solo il consumatore finale, a condizione che sia un consumatore consapevole ed informato sulla importanza e le conseguenze delle proprie scelte alimentari.

La proposta

Il Gruppo ALLIANCE AMAP Aquitaine e le communità locali propongono di:

- sviluppare una azione di informazione alimentare e di orientamento produttivo, nel rispetto e la salvaguardia dell'ambiente e dell'integrità culturale del territorio, promuovendo momenti di contatto tra consumatore e produzione all'interno e in sinergia con le iniziative in atto in Agenda 21.

 

COSA SONO LE AMAP ?

AMAP vuol dire « Association pour le Maintien d’une Agriculture Paysanne »

cioè “associazione per la salvaguardia dell’agricoltura sostenibile”

In Giappone : Teikei

Nelli Stati-Uniti : CSA (Community supported agriculture)

Nel Canada : ASC (Agriculture soutenue par la communauté)

  • Un pò di storia :

A Kobe, in Giappone, nei primi anni ’70, un gruppo di donne che desideravano cibo non contaminato da sostanze chimiche e che vedevano l’aumento sostanziale delle importazioni di prodotti alimentari dall’estero e la conseguente chiusura delle fattorie locali , diede impulso alla costituzione di una associazione che unisse ricercatori agrari, contadini et clienti per creare una distribuzione che dalle campagne rifornisse direttaamente chi abitava in città.

Il Giappone era al centro d’una incredibile e veloce crescità dell’economia, il tasso del PIl essendo a più del 10%.

L’industrializzazione precipitata ha provocato destruzioni e contaminazioni nell’ambiente. Ne sono successi numerose malattie e avellenamenti causati dalle industrie chimiche uno dopo un altro. La malattia di Minimata fu una delle più tragiche. Era l’epoca dell’”economia efficiente”, slogan di tutto un paese, quando il cibo era pieno di additivi chimici, quando l’agricoltura era molto legata ai prodotti fitosanitari, quando la vita umana e l’ambiente comminciarono ad essere notevolmente dannegiati.

Questo movimento prese inizialmente il nome di “Teikei” , una parola che in Giaponnese significa pressapoco “il cibo che porta la faccia del produttore”, ma il successo fu tale che in pochi anni l’iniziativa associo oltre 1300 personne. Oggi, questo movimento che ha preso il nome di JOAA (Japanese Organic Agriculture association ) rimane l’associazione per la vendita diretta tra le più estese nel mondo meritando anche l’ambito premio Nobel alternativo per l’ecologia.
 

  • Le CSA o AMAP o ASC :

Negli Stati-Uniti e nel Canadà, una simile organizzazione si chiama CSA, Community Supported Agriculture, e in Francia AMAPche ha scopo di conettere gli agricoltori con i locali consumatori per sviluppare una economia locale e mantenere un senso di communità.

Si intende una strategia innovativa ed assai utile per

  • Mettere in communicazione i coltivatori con i consumatori locali

  • Svillupare il rifornimento locale di cibo e favorire una forte economia locale;

  • Svillupare un sensoi di appartenenza locale

  • Incoraggiare una coretta gestione del territorio

  • Rendere onore alle conoscenze e alle esperienze di coltivatori e produttori che lavorano in piccole imprese.

CSA/AMAP è una associazione di mutuo impegno tra una azienda agricola e una comunità di sostenitori, e prevede un collegamento diretto, una sorta di associazione tra il produttore e il consumatore di cibo.

I sostenitori dell’associazione coprono le spese di gestione annue dell’azienda attraverso l’acquisto di una parte del raccolto stagionale. I membri del CSA/AMAP si impegnano, con un contratto, a sostenere l’azienda per tutta la stagione e si assumono i costi, i rischi e ricavi della produzione, insieme al produttore stesso. In cambio, l’azienda fornisce l’azienda fornisce, al massimo delle proprie possibilità, una fornitura di freschi e sani prodotti di stagione durante il raccolto.

Essere parte dell’associazione significa instaurare una responsabile relazione tra le persone e il cibo che mangiano, il territorio sul quale questo cresce e coloro che lo coltivano.

La relazione di sostegno mutualistico tra gli agricoltori locali e gli associati della stessa comunità, contribuisce a rendere il funzionamento dell’azienda agricola economicamente stabile, e assicura ai membri della comunità il prodotto di miglior qualità, spesso a prezzo inferiore di quello al dettaglio. D’altro canto, ad agricoltori e coltivatori viene garantito un mercato sicuro per un’ampia varietà di prodotti.

 

  • Come funziona l’AMAP

Denaro, associati e amministrazione

Un agricoltore o coltivatore, spesso con il sostegno di un comitato di gestione, stila un budget che riporti i costi di produzione annuali.

Questo budget include tutti gli stipendi, i costi di distribuzione, gli investimenti per l’acquisto dei semi e per gli attrezzi, i pagamenti dei terreni, la manutenzione dei macchinari etc.... L'ammontare delle spese è quindi diviso per il numero di associati che saranno riforniti dall’azienda. In base a questa divisione viene determinato il costo di ogni quota del raccolto. Una quota è solitamente concepita per fornire il fabbisogno settimanale di verdura di una famiglia composta da quattro persone (anche se il quantitativo può variare). Alcune CSA forniscono anche farina, frutta, carne, miele, uova, latticini.

Gli associati prenotano e acquistano le loro quote e versano una somma forfettaria ancora prima della semina, all’inizio della stagione, o in varie rate lungo il periodo della produzione. Le spese di produzione sono quindi coperte ed i coltivatori iniziano a ricevere reddito appena inizia il lavoro.

In cambio dei propri investimenti, gli associati del CSA ricevono una borsa di prodotti freschi, coltivati localmente e solitamente biologici una volta a settimana dalla tarda primavera all’inizio dell’autunno, occasionalmente durante l’inverno nel nord, mentre per tutto l’anno nelle zone più miti. Gli associati preferiscono un’ampia varietà di verdure ed erbe, che favoriscono la coltivazione integrata e la coltivazione di piante diverse nella stessa area (CONSOCIAZIONE DI PIANTE). 

Queste pratiche aiutano nel limitare i fattori di rischio e offrono molti benefici al suolo. Le coltivazioni sono piantate in successione per provvedere ad un continuo approvvigionamento settimanale di diversi ortaggi. Come le coltivazioni si alternano nel corso dell’anno, le suddivisioni settimanali cambiano di quantità e tipologia di prodotto, rispecchiando la locale stagione produttiva e le condizioni di coltivazione.

I CSA variano considerevolmente a seconda della natura dell’azienda, delle pratiche agricole, e degli obbiettivi dell’azienda e della comunità. Le associazioni devono coinvolgere diverse fasce della comunità, incluse le famiglie a basso reddito, senza casa, cittadini anziani ed individui diversamente abili.

Talvolta viene richiesto dalle aziende un pagamento extra per le consegne a domicilio, ma la maggior parte dei CSA invitano i membri a visitare le aziende e accolgono volentieri lavoratori volontari.

Talvolta sono accettate quote lavorative (la fornitura di 3 o 4 ore di aiuto sotto forma di lavoro) in cambio di uno sconto sulle quote di prodotto. L'apprendistato sta diventando sempre più popolare in molte CSA. Per alcune fattorie costituisce parte integrante del loro successo. L'apprendistato offre un valido addestramento pratico.

La gestione della proprietà tende ad essere molto flessibile. Oltre alla proprietà privata, c'è l'affitto del terreno con canoni di affitto strutturati come in un normale budget. CSA (Community Supported Agriculture) rappresenta anche un'ottima opportunità di avere del terreno sotto qualche forma di gestione associativa.

Ogni CSA si sforza col tempo di mettere in atto una operazione totalmente sostenibile, sia dal punto di vista economico che da quello dell’ambiente. Molti tentano di sviluppare i loro più forti potenziali ampliando l’offerta di prodotti addizionali come miele, frutta, carne, uova, etc. Reti di CSA si sono create per sviluppare economie associative, attraverso la coltivazione offrendo una più ampia gamma di prodotti in forma cooperativa. Alcuni CSA riforniscono di prodotti ristoranti locali, banchi ambulanti lungo le strade, o mercatini di produttori.
 

Distribuzione e gestione

Anche le modalità di distribuzione sono differenti. Una volta raccolto il prodotto, viene quantificato l’intero ammontare, ed è determinato il peso totale o il numero totale che ciascuna quota deve ricevere. Alcuni CSA hanno degli associati che si recano presso l’azienda e pesano la propria parte di raccolto, lasciando agli altri membri ciò che non interessa loro riscattare come surplus, e magari trovano qualcos’altro di cui possono servirsi. Altre azienda hanno un gruppo di distribuzione che pesa e impacchetta le parti che vengono poi ritirate dagli associati presso l’azienda e i punti di distribuzione.

Molti i vantaggi ottenuti all’approccio di marketing diretto del CSA :

oltre alla ripartizione del rischio, e al pagamento anticipato dei costi dell’azienda, altri, non meno importanti, sono il minimo sperpero della produzione agricola, il minor bisogno di stoccaggio a lungo termine dei prodotti, e la predisposizione dei consumatori ad accettare dei prodotti con delle piccole e naturali imperfezioni.

Un gruppo di gestione composto da produttori, distributori ed amministratori ed alcuni membri del CSA, sono spesso il corpo decisionale che definisce gli obiettivi a breve e lungo termine, elabora il budget, promuove la promozione, organizza eventi ed incontri annuali, una newsletter per i membri, tutte azioni che portano al massimo livello possibile la comunicazione tra l’azienda e i suoi associati.

 

Per altre informazioni, contattare l’ufficio regionale delle AMAP a PAU ( Pirenei-Atlantiche)

14 avenue de Saragosse

64000 PAU

E mal :

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Tel : +33 (0)5 59 84 70 63

Dernière mise à jour : ( 19-06-2009 )